Quando durante l’estate il caldo diventa insopportabile e l’afa ci mette a dura prova, installare un condizionatore sembra l’unica soluzione possibile per avere un po’ di sollievo. Non sempre, però, è possibile adottare il condizionatore per cercare di sostenere l’assalto del caldo, soprattutto quando si vive in un condominio. Si tratta in effetti di una questione ormai annosa e di cui si dibatte ormai da anni, in quanto a volte il regolamento condominiale vieta espressamente interventi che possano andare a danno del decoro architettonico. Ambito abbastanza scivoloso nel quale rientra anche il condizionatore e che è oggetto di regolari dispute. Va peraltro specificato che con la riforma del diritto condominiale, il tema è stato affrontato dall’articolo 1122 del Codice Civile. La regola al proposito afferma che prima di posizionare il proprio dispositivo per la climatizzazione all’esterno dell’edificio, il condomino deve darne notizia all’amministratore, in modo che questi possa relazionare l’assemblea, la quale può a sua volta richiederne la rimozione. Il principio che viene usato generalmente è quello in base al quale qualsiasi intervento che vada a interferire con il bene comune e che sia posto all’esclusivo vantaggio di un solo condomino, può avvenire solo ove non vada a pregiudicare il decoro architettonico e impedisca l’uso da parte degli altri della cosa comune.

Il condizionatore e le norme del Codice Civile

La possibilità di posizionare il proprio condizionatore all’esterno di un condominio c’è, però bisogna tenere presenti alcune importanti limitazioni. Tra queste, soprattutto quelle relative alle dimensioni del condizionatore, il quale può essere un piccolo manufatto che va a inserirsi per colori e posizione integrandosi al meglio con la facciata. Diventa invece impossibile prendere in considerazione i dispositivi di grande dimensioni che vadano a influire in maniera determinante sull’estetica in quanto proprio questo è il caso in cui il bene comune viene a essere limitato. Va inoltre ricordato che il ragionamento in questione si applica anche nel caso in cui il condizionatore venga posizionato sulla facciata interna dell’edificio. Peraltro, mentre su questioni squisitamente estetiche non hanno titolo gli estranei al condominio, magari gli inquilini di un palazzo contiguo che non gradiscono il posizionamento di un dispositivo, avviene esattamente il contrario nel caso in cui esso provochi esalazioni eccessive o sia troppo rumoroso. In questo caso la tutela pubblica concorre con quella privata e spetta dunque a tutti gli interessati.

Esistono alternative all’installazione di un condizionatore?

È facile capire quindi che l’adottare un condizionatore può scatenare – e spesso è successo – vere e proprie battaglie condominiali, problema piuttosto ricorrente quando i vari abitanti di un edificio si riuniscono in assemblea condominiale. In occasioni di questo genere è molto facile trovare condomini in cerca di protagonismo, pronti a scatenarsi in recriminazioni e ammonimenti, invece che propensi alla ricerca di soluzioni in grado di accontentare tutti e salvare magari capra e cavoli. Proprio per questo motivo, la cosa migliore da farsi, se non si è sicuri di come il condominio potrebbe accogliere l’installazione di un condizionatore, sarebbe rivolgersi all’acquisto di un modello senza unità esterna, pur con tutti i limiti che tale soluzione può comportare.

L’articolo è stato aggiornato a Settembre 2017



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