Ormai il condizionatore è diventato un oggetto di largo consumo all’interno delle nostre case. A favorirne la grande diffusione è stato in particolare il calo dei prezzi che ha fatto seguito ad un aggiornamento tecnologico sempre più pronunciato, comportando l’abbattimento delle economie di scala.

Con il drastico calo dei prezzi riscontrato nel tempo, molte famiglie hanno così deciso di adottarne uno all’interno della propria abitazione, in modo da porre almeno un primo argine alle situazioni critiche create dall’innalzamento della colonnina di mercurio.

Un argine prezioso soprattutto in quei nuclei ove siano presenti anziani, piccoli o comunque soggetti che presentino problematiche dell’apparato respiratorio.

I dispositivi presenti nei cataloghi delle case produttrici, tengono in conto sempre maggiore queste tematiche, offrendo una serie di funzioni tese non soltanto a raffrescare l’aria, ma anche a depurarla dalla presenza di agenti patogeni potenzialmente pericolosi per la salute umana.

Installazione di condizionatori in condominio: cosa c’è da sapereInoltre una particolare attenzione viene riservata al discorso dell’efficienza energetica, ormai centrale in un momento storico in cui è necessario guardare all’ambiente come un bene da preservare a vantaggio delle nuove generazioni.

In conseguenza di normative sempre più stringenti, i nuovi condizionatori sono stati adeguati ad esempio alla tecnologia inverter, molto più proficua della tradizionale on/off, in quanto capace di evitare i continui stop & go che vanno ad appesantire le bollette energetiche, contribuendo in maniera intelligente al comfort abitativo.

Va però sottolineato come proprio una presenza così rilevante, abbia spinto le istituzioni politiche a prendersi carico delle problematiche innescate, che non sono solo quelle relative alla necessità di abbattere le emissioni nocive, ma anche a preservare il cosiddetto decoro architettonico. Un tema, quest’ultimo, particolarmente pressante in un Paese come il nostro, strapieno di edifici e centri storici di grandissimo valore storico, paesaggistico e architettonico.

Una presenza che impone di stroncare gli eventuali abusi e di stendere una serie di norme in grado di far si che l’installazione di questi dispositivi non vada a procurare danni all’estetica degli immobili, oltre ad assicurare il loro miglior funzionamento possibile.

Da questo secondo punto di vista, va peraltro ricordato il punto fermo rappresentato dall’entrata in vigore del nuovo regolamento per l’installazione di tutti i dispositivi che funzionino con la presenza di F-Gas, ovvero i florurati. Si tratta di quei gas che pur non essendo causa di inquinamento, stanno al contempo contribuendo al surriscaldamento globale.

Proprio per cercare di limitarne l’azione, il nuovo regolamento prevede che ad installare i condizionatori e gli altri prodotti che contengano florurati debba essere un tecnico provvisto di certificazioni, tagliando fuori gli installatori della domenica e il fai da te.

Chi inoltre intenda acquistare un condizionatore, dal 2016 è obbligato a produrre una autocertificazione dalla quale risulti chiaramente il nome o ragione sociale del tecnico chiamato a farlo.

Pensare di violare la normativa può comportare grossi rischi, con sanzioni che partono da un minimo di 500 euro, per salire sino ad un massimo di 3mila.

Tra le tematiche più delicate in assoluto, c’è anche quella dell’installazione di condizionatori in condominio, un problema capace di smuovere grandi discussioni e provocare situazioni di attrito che andrebbero attentamente evitate.

Non conta solo la legge

Quando si affronta il tema relativo all’installazione di condizionatori in condominio, si deve fare particolare attenzione, in quanto sono in molti a ritenere, erroneamente, che a regolarla sia il concetto di decoro architettonico evocato dall’articolo 1120 del Codice Civile.

Va ricordato al proposito come esso vada a coincidere con l’insieme di tutte le strutture tali da andare a contraddistinguere da un punto di vista estetico l’edificio, contribuendo in maniera decisiva a conferirgli una distintiva fisionomia.

In effetti non è così, in quanto occorre tenere nel debito conto anche quanto venga deciso a livello condominiale, ove si potrebbe optare per una regolamentazione addirittura più severa di quella imposta dalla legge.

L’interdizione elevata nei confronti dell’installazione di un impianto sulla facciata condominiale, ove venga espressamente indicata dal regolamento predisposto dal costruttore del caseggiato e successivamente accolta dai singoli acquirenti degli appartamenti all’interno degli atti di acquisto oppure oggetto di espressa delibera approvata dalla totalità dei condomini, diventa in pratica incontrovertibile per tutto il condominio.

Proprio per questo, sarebbe quindi opportuna una verifica anche in relazione alla non sussistenza di particolari limitazioni all’interno dei regolamenti comunali. Non è raro, infatti, il caso che proprio quest’ultimi possano contenere regole estremamente severe, come, ad esempio, il divieto di installare condizionatori sulle sezioni esterne di tutti gli stabili dislocati all’interno del centro storico.

Il vero punto in discussione, infatti, è quello che considera il decoro architettonico un bene comune, il quale va quindi preservato nella sua interezza, a prescindere da considerazioni più o meno valide di carattere estetico.

Soprattutto ove si vada ad installare un dispositivo per la termoregolazione sulla facciata di un edificio, si compie una operazione tale da impattare in maniera rilevante sul decoro architettonico e violare quindi il miglior godimento del bene comune da parte di tutti i condomini.

Altro problema che occorre tenere nel debito conto, quando si affronti il tema dell’installazione di condizionatori in condominio, è quello relativo alle immissioni. Sotto tale punto di vista, infatti, occorre sottolineare come l’impianto non possa essere distinto da immissioni giudicate intollerabili in direzione della proprietà attigue.

Mentre per quanto concerne il rumore, in sede giudiziaria è stato specificato con assoluta chiarezza come la linea di demarcazione da non oltrepassare sia quella dei tre decibel, ovvero la soglia oltre la quale verrebbe a essere la cosiddetta rumorosità di fondo, in pratica l’insieme dei rumori di diversa origine i quali si presentano normalmente nello specifico contesto ambientale.

Ma il tema del rumore non riguarda solo quello che può essere avvertito dalle abitazioni vicine a quelle in cui operi un condizionatore, in quanto una condanna di carattere penale può scattare anche nei confronti di tutti coloro che installino impianti di condizionamento troppo rumorosi all’interno della propria casa o attività professionale.

Una evenienza di questo genere, infatti, farebbe scattare il reato di disturbo della quiete pubblica, anche nella eventualità che a lamentarsi dell’eccessiva rumorosità sia un solo nucleo familiare.



Ormai il condizionatore è diventato un oggetto di largo consumo all’interno delle nostre case. A favorirne la grande diffusione è stato in particolare il calo dei prezzi che ha fatto seguito ad un aggiornamento tecnologico sempre più pronunciato, comportando l’abbattimento delle economie di scala. Con il drastico calo dei prezzi…

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Buon articolo sull'installazione di condizionatori in condominio

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