Caldo e afa? I condizionatori sono una risposta estremamente efficace ogni volta che l’arrivo dell’estate prefigura giornate in cui la colonnina di mercurio si innalza pericolosamente. Soprattutto le giornate torride, nelle quali al calore estremo si aggiunge un tasso di umidità tale da mettere a repentaglio la tenuta delle persone che soffrono di problemi respiratori, invogliano sempre più famiglie a cercare soluzioni in grado di offrire uno scudo e dare vita a un elevato grado di comfort abitativo nelle proprie abitazioni e nei condomini. Proprio per questo motivo la vendita di condizionatori anche nel nostro paese negli ultimi anni si è impennata, anche se frenata parzialmente da una progressività delle tariffe che si riversa in maniera pesante sulle bollette energetiche. A questo proposito va peraltro segnalato come dal primo giorno di luglio è entrata in vigore la tariffa piatta, denominata D1, che rappresenta una media ponderata tale da poter spingere molti consumatori all’adozione di climatizzatori ad alta efficienza, ovvero quelli a pompa di calore, che rappresentano il meglio dal punto di vista del risparmio energetico. Proprio ai dispositivi più moderni ed efficienti è infatti demandata la lotta all’inquinamento atmosferico derivante dalla presenza di caldaie più o meno moderne che comunque non permettono il risparmio di energia che è invece una caratteristica peculiare dei climatizzatori a pompa di calore. C’è però un altro aspetto che sembra poter limitare la diffusione dei condizionatori, anche quelli più funzionali e meno inquinanti, ovvero i regolamenti condominiali. Infatti i condizionatori nei condomini spesso non sono di facile installazione.

Condizionatori nei condomini: l’articolo 1122 del Codice Civile

Chi abita in condominio deve sottostare al regolamento varato all’interno del proprio caseggiato, anche per quanto riguarda la climatizzazione. I regolamenti condominiali tra i tanti aspetti prevedono anche la possibilità o meno di adottare i condizionatori all’interno delle abitazioni di riferimento. Al di là delle possibili interpretazioni date nel corso degli anni dalla magistratura chiamata a occuparsi di questioni insorte in relazione all’installazione di condomini, occorre comunque partire da un presupposto: prima di posizionare i condizionatori all’esterno, un condomino dovrebbe darne comunicazione all’amministratore, affinché questi relazioni a sua volta l’assemblea, che può a sua volta spingersi a richiederne la rimozione. A stabilire questa norma è il Codice Civile con il nuovo articolo 1122 deciso con la riforma del codice condominiale, delegata proprio a porre un punto fermo al proposito.

Condizionatori: il divieto è aggirabile

Come si risolve la questione dei condizionatori nei condomini? La ratio che è posta alla base di questa norma è che ogni tipo di intervento il quale vada a interferire con il bene comune e sia posto al servizio dell’interesse esclusivo di una singola unità immobiliare debba avvenire senza andare a discapito delle regole dettate dalla legge. In questo caso il bene comune sarebbe il decoro architettonico dell’edificio, messo a serio rischio dall’impatto estetico derivante dall’unità esterna dei condizionatori. Una circostanza che può però essere tranquillamente aggirata con l’adozione dei modelli portatili, i quali non necessitano di unità esterna e non vanno perciò a impattare in alcun modo con la facciata dell’edificio. Un dato di fatto che va tenuto assolutamente presente prima di optare per l’acquisto di condizionatori in modo da non mettere a repentaglio un investimento che può anche rivelarsi consistente da un punto di vista strettamente finanziario.



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Caldo e afa? I condizionatori sono una risposta estremamente efficace ogni volta che l’arrivo dell’estate prefigura giornate in cui la colonnina di mercurio si innalza pericolosamente. Soprattutto le giornate torride, nelle quali al calore estremo si aggiunge un tasso di umidità tale da mettere a repentaglio la tenuta delle persone che soffrono…

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Un buon articolo sui condizionatori nei condomini

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